Ore 7:45
Canazei Hotel Lupo Bianco (1500m slm ca.)
La sveglia suona. Le dolomiti, in tutto il loro splendore spezzano le catene del freddo notturno per iniziare a scaldarsi con i caldi raggi del sole. Ci si prepara velocemente per la colazione. Incontriamo i compagni di visione della partita che fanno i complimenti per il risultato ottenuto dall'Internazionale. I Manzi come fiere affamate si abbuffano di tutto quel che trovano. C'è chi addirittura si fa dei tramezzini con patè e formaggi mentre sorseggia succhi di varia natura. Una visione indicibile. Saldiamo i conti, poi in camera. Si preparano le borse e si parte.
Un paio di foto mentre si scaldano i motori. Un pò si stretching e via sulla SS48 e poi SR48.
Ore 9:38
Passo Pordoi (2239m slm).
Il clima è quantomeno fresco. 7°C ma l'asfalto è bello, anche se sporco in alcuni tratti. Tra una curva e l'altra c'è tempo per buttare l'occhio in giro. I paesaggi sono semplicemente stupendi. Montagne e vallate si aprono senza respiro.
La neve qui non sembra ancora molto desiderosa di sciogliersi. Le moto data l'ora sono ancora poche. Ciko, Foc e Mack viaggiano di buon passo, mentre Brianza rimane attardato. Sembra non avere lo smalto del giorno prima. Non si capisce se sia una condizione fisica poco prestante o una condizione mentale. Il tempo di guardarsi attorno ed ammirare e Brianza sopraggiunge. Come sempre ha il vizio di piantarsi in mezzo alla strada in modo da creare più caos possibile. E anche dopo averglielo detto 15 volte imperterrito ad ogni sosta ripete il suo gesto. Un attimo e si riparte. Ci attende molto ancora oggi.
Discesa fino ad Arabba. E via fino ad Andraz. Qui occorre svoltare a destra e prendere la strada regionale Agordina (SR203), per poi svoltare a sinistra per Colle Santa Lucia. Purtroppo così non si può fare il Passo Fedaia. Ma in un prossimo giro non ce lo faremo mancare di sicuro. Poi SP 638.
Ore 10:21
Inizio Salita Passo Giau .
Un cartello stuzzica la mente dei tre e abbatte un uomo.
Il Brianza vuole cedere. Chiede la strada più vicina per tornare a casa. Gli altri Manzi un pò schifati dalla vile richiesta cercano di far ragionare il pover uomo. La psiche lo comanda. Il fisico non lo aiuta. Con uno sguardo sommesso capisce che ancora dovrà curvare un pò. I tre partono sbavando. Lui parte contando alla rovescia.
Ore 10:32
Passo Giau (2236m slm).
I tre arrivano assatanati al piazzale. La salita è stata complessa. Curve e controcurve da far venire il mal di mare. 29 tornanti ma tutti ne hanno immaginati di più. Tratti veloci e tratti lentissimi. Fino anche dieci curve tra un tornante e l'altro possono far immaginare quanto sia curvosa questa salita. Un percorso tecnico che si inerpica fino a quote davvero interessanti. L'aria è molto fresca. Il piazzale è punto di ritrovo e foto. Qui il silenzio è interrotto solo dall'arrivo di qualche moto, e poi ancora silenzio.
Da lontano appare il Brianza. Ma sembra aggressivo. Sarà il fresco? O avrà capito che non ha scampo?
Foto di rito più che obbligatorie in questo paradiso.
Discesa fino a Pocol, attraverso altri 16 tornanti, a 1535m slm e poi svolta a sinistra sulla strada Regionale delle Dolomiti direzione Passo Falzarego.
Ore 11:08
Passo Falzarego (2117m slm).
Ormai non c'è un attimo di tregua, giù da un passo su da un altro. Il passo è molto buono. Si arriva in cima al Passo e si scatta la foto di rito. Si controlla la mappa e si riparte. Le strade qui sono molto curate.
La discesa ci riporta ad Andraz. Dove l'anello si chiude. Una piccola analisi ci fa rendere conto del fatto che in questo senso sia davvero bello. Di sicuro più che farlo al contrario. Poi di nuovo sulla strada regionale delle dolomiti per arrivare ancora ad Arabba (1601m slm) e prendere per Corvara. Poi passo Campolongo (1875m slm). La strada è davvero meritevole. Ciko fa strada e il gruppo segue bello carico. Ora di nuovo in discesa fino a Corvara, qui la strada è in molti punti rattoppata, come se fosse un modo per far andar piano le moto e le macchine. Di sicuro non c'è il piacere che c'era a salire. Ora necessitiamo di una pausa caffè.
Ore 11:45
Corvara (1568 m slm)
Pausa caffè. Quattro chiacchere e poi si riparte.
La strada sale molto velocemente e le curve sono da capogiro. I due mastini bicilindrici inseguono il presidente. Fox si esibisce, purtroppo non filmato a causa del daltonismo di Mack, in traversi in uscita dai tornanti. Cerca in tutti i modi di strappare le pirelli per trovare la scusa e cambiarle. Ma non ce la fa.
Ore 12:29
Passo Gardena (2121m slm)
Il cielo inizia a riempirsi di nuvole grigie e minacciose. La temperatura nonostante l'altitudine è buona.
Ma non è tempo di fermarsi. C'è tempo solo per dispiacersi per non aver immortalato Fox in drift. Quindi si attacca la telecamera e ci si assicura che vada. Discesa allegra fino a Plan de Gralba a circa 1800m slm e poi risalita per il passo Sella.
Ore 12:29
Passo Sella (2240m slm)
La strada è meritevole di pieghe selvagge. I manzi senza grandi complimenti mostrano le loro doti piegotiche e dopo aver sapientemente mostrato al piazzale la piega sull'ultimo curvone si fermano dinnanzi al rifugio, ove fanno una foto.
La discesa riparte veloce verso Canazei. Il secondo grande anello si sta per chiudere.
Ore 13:11
Canazei (1465m slm)
I Manzi fanno una piccola sosta dinnanzi alla funivia che diede asilo alle punte degli scarponi di Chicco più di dieci anni or sono. Fox consta che qualcosa sulle sue terga da la sensazione di appiccare. Ebbene Fox è stato l'unico uomo a riuscire a far finire un chewing gum sulla sua sella facendo dei passi alpini. Ciko da una mano al povero Fox a migliorare la strage.
Per gli amanti dei numeri: 135km di curve consecutive con il rettilineo più lungo di 300m. Stupefacente Trentino.
Ore 14:02
Predazzo (1018m slm)
Pausa pranzo per i Manzi. Una pizza, qualche giro in tv della MotoGp. Pizza con Puzzone per Fox che rende l'aria del locale insalubre.
Finito il pranzo modifichiamo il percorso non volutamente. Ha piovuto durante tutto il pranzo e ora non promette meglio. Direzione ritorno in Val di Cembra, passando da Castello di Fiemme. Qui il sole scalda l'asfalto ed i nostri animi. I curvoni in appoggio gasano il quartetto.
Ore 15:24
Cembra (Val di Cembra)
La benzina è pausa adatta per verificare i risultati delle ultime applicazioni in campo piegoso.
Più parche nei consumi le moto di Ciko e Mack che si sfidano al mostra il tuo grippino. Nella foto a sinistra il posteriore del presidente nella destra il posteriore di Mack.
Pochi minuti per il rabbocco e si riparte. La discesa prosegue fino a Lavis, ridente cittadina le cui colline sono ricolme di vitigni. Svoltiamo a sinistra sulla SS12 e ci dirigiamo a Trento. Brianza esausto chiede insistentemente indicazioni per tornare a casa. Preferisce tornare dalla Brennero tranquillamente e da solo a casa. Come prima uscita con la moto nuova direi che più di così non si poteva chiedergli. Ciko, Fox e Mack proseguono. Ciko senza pudore si inventa una strada e di fortuna la centra. Un rifornimento generale e poi via sul Passo del Bondone.
Ore 16:37
Passo del Bondone (1500m slm circa)
La strada è ricca di curve. I tre manzi ancora ne hanno nel polso. Il ritmo ora si fa davvero interessante. Le curve sono tutte molto strette ma con buona percorrenza. Il trio sale compatto, tipo occhi di gatto, e presto si arriva alla colma. L'aria è fresca ma non abbastanza. Senza fermarsi un attimo ci buttiamo a capofitto in discesa. Qui le curve sono rare e il percorso è velocissimo. Piccola pausa , giunti in fondo alla discesa, per verificare i prossimi paesi da seguire. Ma come spesso accade i Manzi si fermano davanti ad "Il caso umano" della settimana. Ebbene si. Un signore sulla settantina. Seduto a bordo della sua Ford Fiesta grigia rimane parcheggiato a bordo strada, giusto accanto a noi, fermati incoscienti del sopracitato. La tecnica dell'uomo sfida qualsiasi legge presente al mondo. Seduto sul sedile fa un fischietto alle donne che passano richiamandone l'attenzione. Le donne voltatesi per trovare l'origine del fischio vedono quest'uomo con gli occhiali da sole che fa cenno di salire in macchina. Come un predatore con la sua preda insiste senza mai fermarsi con i fischi. Ad una signora, ad una ragazza, e due anziane ed anche a due bambine di neanche dieci anni. Prosegue con i cenni del capo nonostante gli insulti. E noi abbiamo molta paura. Mica che magari voglia far salire anche noi sulla fiesta. Impauriti e scioccati risaliamo a bordo delle moto. Questa sosta sta diventando troppo pericolosa.
Ore 17:00
Arco
Dopo esserci lasciati alle spalle un castello davvero bello, del quale però non conosciamo il nome, puntiamo verso la Valle di Ledro.
E qui tutto ciò che la mente umana può immaginare si sbriciola sotto i colpi della dura realtà. Questo luogo infatti, ricorda, come stranezza di accadimenti, le vicende narrate riguardo al Triangolo delle Bermuda. Orde barbariche di motociclisti di tutti i tipi. Impediti che tentavano degli spostamenti con ginocchio fuori, pur essendo a 40km/h su curvoni veloci. E per questa categoria premio al Kevin Schwantz sullo Z1000. Talmente comico che i Manzi l'hanno seguito per chilometri per ridere ad ogni piega con ginocchio in aria. Nonostante la sua velocità pressochè nulla, ci sono buone possibilità che Kevin abbia preso un velox sistemato ad hoc, ma subito individuato dai manzi. Poi improvvisamente due pazzi che passavano cinque macchine e quindici moto per volta. I manzi dopo una paziente attesa richiedevano un pò di scioltezza ed allora eccoli iniziare ad azzannare i poveri malcapitati. Il presidente, ormai unitosi con i due pazzi saltava in brevissimo tempo tutto il gruppone impedito e svariate macchine. Poco più indietro Fox e Mack si dilettavano a sorpassare, con cattiveria, i poveri motociclisti ancora intontiti dai sorpassi appena ricevuti. Ormai Sbk dei tempi d'oro. Mack e Fox accompagnavano dolcemente un sorpassato direttamente sul Guard-rail e dopo averlo visto scintillare, non curanti si allontanavano alla ricerca del Presidente. Quest'ultimo vedeva dinnanzi a sè una lotta d'altri tempi tra imbecilli. Due motociclisti che per sorpassarsi fra di loro rischiavano ad ogni curva di tirarsi giù. Intanto i Manzi si riunivano e i due imbecilli si fermavano a lato strada per menarsi. Finalmente il triangolo delle Bermuda era finito.
Ore 17:40
Ponte Caffaro
Il lago d'Idro scorre veloce il poco traffico e la strada conosciuta rende facile l'approccio. Procediamo sulla SP BS237 fino a Vestone, dove una tremenda coda fa capolino. La scelta era tagliare vistosamente, a causa dell'orario e di tutte le curve che già ci hanno soddisfatto. Siamo ormai stanchi ma la voglia di fare 40km in sorpasso non c'è. L'ultimo sforzo. Il presidente svolta a destra verso Casto. Mack e Fox si rendono ben presto conto che qui è ancora tempo di darci. Ormai il ritmo è davvero da riferimento. La strada fa paura. Grip abbondante curve e controcurve da pennellare. Le pieghe sono esagerate il traffico quasi assente. 19km di goduria e poi si giunge a Marcheno e quindi Gardone Val Trompia. Sulla Sp345 in direzione Brescia. Ormai le terga sono davvero affaticate, i tre necessitano una pausa. Come dei combattenti, contro il caldo e la stanchezza ci avviciniamo a Brescia e poi ci muoviamo verso Ospitaletto, almeno ci saltiamo qualche chilometro di autostrada. Prima di entrare in A4 una bella pausa rifornimento e defaticamento. E anche qui troviamo un nuovo "Caso Umano". Anzi due.
Ore 18:48
Passirano
Il buon Fox si trova ricoperto di domande, mentre fa rifornimento, poste da due individui leggermente alterati nello stato mentale. Come in Miami Vice, Sonny Crockett e Ricardo "Rico" Tubbs nel ruolo di due detective sotto copertura, giravano a bordo della loro fiammante Testarossa cabrio Bianca, Sonni Profondi e Rinco Tabs giravano sotto effetto di droghe a bordo della loro fiammante Golf primaserie cabrio Bianca. Lo stato confusionale in cui vagano faceva si che parlassero costruendo frasi senza senso alcuno, mentre con il cofano aperto davano tutto gas al motore fingendo di capire quale fosse il problema della loro Golf. Beh pur non guardando nel motore, era evidente che il problema della loro Golf era quello di essere guidata da due imbecilli di tale spessore. Anche questo incontro fortuito da l'enensimo sorriso ai Manzi provati dai chilometri e dal caldo che in pianura era davvero asfisiante. Un breve saluto e poi via in autostrada. Sfilando tra le macchine a passo lento, con il sole calante dietro i monti tinti di rosso, il solito desiderio attanagliava le menti dei nostri tre manzi. La speranza di un altro giro simile.
Ore 20:15
Monza
Arrivo a casa pe ril presidente. Moto spenta. I numeri qui sotto. 883.2km sotto le chiappe. Il sapore del piacere nella mente.
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