ESTETICA:
Tagli netti, e design davvero accattivante. Non son ammesse vie di mezzo. O l'amore o l'odio per la supersportiva austriaca. Dal vivo è impossibile non esserne catturati. Dev'essere una sorta di magnetismo che ti porta a concentrarti su ogni suo più piccolo particolare. Figlia dell'era moderna e di un coraggioso designer sembra non affascinare come un'opera di Tamburini, ma di certa non stanca al secondo sguardo. Il codino lascia davvero a bocca aperta. Rastremato verso l'alto, come a sfuggire, con un faro a led incastonato e la sensazione della sua snellezza, accentuata dallo scarico che non c'è nelle immediate vicinanze. La vista laterale è ricca di tanti particolari, come le pedane regolabili, le carene liscie, il forcellone che sembra un'opera d'arte, cerchi marchesini, impianto brembo; insomma ogni sguardo da sensazione di soddisfacimento. Il telaio a traliccio ingabbia il bicilindrico e sopra il serbatoio dalla forma inusuale. Il cupolino pare un pò troppo grosso, anche a causa della sua forma sviluppata in altezza e larghezza, ma in ogni caso romane inconfondibile, con le due bocche, che corrono accanto al faro, che portano più aria che possono all'affamato bicilindrico. Colori disponibili Arancio e Nero, Bianco e Nero.
DOTAZIONE:
Una moto completa. Le sospensioni, dopo anni di collaborazione, non potevano che essere affidate a Wp con una forcella completamente regolabile all'anteriore ed un monoammortizzatore davvero professionale al posteriore, anch'esso completamente regolabile. Cerchi Marchesini, impianto frenante Brembo, con pinze radiali, pompe radiali. La frizione idraulica, con comando Brembo radiale regolabile, è morbida e stacca dolcemente. Seduti in sella spicca il cruscotto completamente digitale, mentre poggiati i piedi sulle pedane, regolabili, ci si trova in una seduta sportiva ma non troppo sacrificata. Per concludere le gomme di serie sono le Pirelli Supercorsa Pro nelle misure 120 all'anteriore e 190 al posteriore.
GUIDA:
Posizione di guida, nella sua sportività, confortevole. La distanza sella manubrio è corretta, quasi famigliare, e ti da subito feeling. La rc8 ha un motore pastoso, che spinge forte, ma con dolcezza, non ti strappa le braccia, è come un animale feroce ma addomesticato che sa come metterti a tuo agio. Le quote ciclistiche prediligono la stabilità alla reattività, ma soddisfano pienamente in quanto ottimo compromesso per la sicurezza, in piega, alle alte velocità e cambi di direzioni rapidi. Anche nelle pieghe più estreme si ha il totale controllo della moto, merito anche delle coperture di serie e della giornata calda, tanto da spingere ad osare di più. L'erogazione del 1150 è corposa ma non brutale, non mette mai in crisi l'assetto in accelerazione, ed in caso di sbacchettata ci pensa l'ammortizzatore di sterzo a limitare delle eventuali risposte secche dell'anteriore. La guida davvero mi ha entusiasmato, sembra di conoscerla già, sembra che mostri subito chi è, permettendoti di osare dove credi senza darti brutte sorprese. La pista, dopo gli ultimi interventi, è davvero migliorata, hanno tolto quella parte lenta,nella quale non mi trovavo, e reso l'ultima esse più veloce, ed infatti alla prima staccata dopo il traguardo si arriva più veloci. Con i riferimenti vecchi, la staccata era abbastanza tirata, ma la modulabilità e la potenza della frenata, e la bontà della ciclistica, mi ha permesso di entrare pinzato senza alcun timore. Il peso reale è vicino alle concorrenti più blasonate, e pertanto a Rc8 è a tutti gli effetti una vera giocatrice con delle ottime carte. A dirla tutta, dato il particolare test, effettuato in un autodromo, ho notato una taratura originale della sospensione anteriore, troppo votata alla strada, ma si tratta, evidentemente, di un difetto facilmente risolvibile con le regolazioni disponibili.
MOTORE:
Regolare, e ricco di coppia. davvero un'ottima unità, certo gli smanettoni lamenteranno la potenza non poi così alta, ed in effetti un pò più di allungo non guasterebbe, ma la potenza e l'erogazione è più che sufficiente per divertirsi e fare ottimi tempi, senza essere strattonati qua e la dal motore, e anche per passeggiare su qualche strada di montagna, utilizzando il meno possibile il cambio. Proprio quest'ultimo mi è parso ben rapportato e rapido nell'inserimento. Nell'uso intenso fonti autorevoli dicono che a volte abbia degli impuntamenti, che a me personalmente non sono accaduti, anche perchè non in grado di maltrattare una moto come un vero pilota.
GIUDIZIO:
Se il giudizio estetico è assolutamente personale, il giudizio totale sulla moto non può essere altro se non davvero buono. Ktm esce dalla polvere del fuoristrada e mette sul mercato una moto , a mio parere completa, originale ed efficace. Il prezzo di listino non è poi così popolare, ma la dote si paga. E io che credevo che gli austriaci fossero bravi solo con lo sci e le sacher!
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