Km percorsi: 30 circa
Tempo Impiegato : 2h circa
C'era voglia di novità. La prova costume ormai troppo vicina. Le pance ancora sorridenti e le forme tondeggianti. C'è voglia di qualcosa di mai fatto. Le temperature Sahariane delle umide città padane sfiancano qualsivoglia tentativo sportivo. Le corse serali al parco di Monza tonificano ma sono assai faticose. Un piccolo svago per poi ritornare nella bollente afa lombarda. La moto, sempre fonte di piacere, usata durante la settimana diventa quasi un supplizio. La sensazione di avere un asciugacapelli acceso davanti agli occhi non aiuta la voglia di un giro domenicale. Il presidente, ricca fonte di idiozie a grande cubatura, cerca soci per innovare. Con base in umile dimora presidenziale, la libertà di progetto spazia. Le infinite proposte a disposizione vanno gestite seriamente. In principio fu un programma molto arduo da realizzare. L'idea di utilizzare il trenino del Bernina per salire fino a Sankt Moritz e poi risalire al passo con le bici veniva prestamente abbandonata per due semplici motivazioni. La prima era l'indisponibilità di posti a sedere e per le bici sul trenino rosso. La seconda è che per fare i 30km di salita al passo la preparazione atletica nulla era fonte di pericoli alla salute degli indomiti partecipanti.
La proposta diventa ora 15km di duro sterrato in salita per raggiungere la bella Diga di Frera nella Val del Belviso. Luogo già conosciuto da alcuni Manzi. Sotto vivo consiglio di Tiziana della Fruitcake proviamo il percorso free-ride nel comprensorio sciistico di Aprica. E' un percorso prevalentemente in discesa, adatto a tutti, che copre tutti e tre i reparti sciistici dell'Aprica. Si sale dalla cabinovia della Magnolta. Poi si percorre un tratto in salita di 1.5km e poi giunti al collegamento alto tra Magnolta e Palabione le scelte dei percorsi si differenziano. Accettiamo la proposta e domenica ore 8:05 siamo di fronte alla Piazza del Palabione per partire con il nostro istruttore. Come ogni volta il presidente gonfia le capacità dei presenti con dichiarazioni assolutamente false. Dichiara infatti che i tre partecipanti Ciko,Mack e Brianza siano in realtà abili discesisti da anni. E che l'istruttore dovrà impegnarsi per non essere sverniciato. Addirittura il Brianza entrato nella parte di Campione Discesista dichiara di non preoccuparsi, che a fine percorso l'istruttore non verrà abbandonato e che ci fermeremo ad attendere il suo arrivo. Ormai è guerra.
Ma torniamo a Sabato. I manzi incontratosi in un bar a Postalesio, pranzano con un piattino di formaggi e affettati misti guardando attentamente Lorenzo che sparge il rettifilo del Sachsenring di olio, in stile 007 per far sbandare gli altri. Spies e un altro volano come fossero su ghiaccio. Gli animi sono carichi. Chi per la bici chi per altro. Mentre il Brianza si diletta nell'analisi comportamentale di uomini e donne si finisce di pranzare. Si parte direzione Aprica. La strada è qunatomai piacevole ora che hanno asfaltato di nero bitume anche l'ultimi curvoni. Ma le bici solcano profondamente i profili di portiere e tutto quanto. Quindi piede leggero e sterzate dolcificate. Si arriva ad Aprica. E' presto. La playstation ci sarebbe. Ma il presidente ha dimenticato il joypad. Quindi come Bravi ci diciamo vicendevolmente che questa partita a Sbk non s'ha da fare. A questo punto parte perciò la preparazione Telecamerale della bici del president. In un tripudio di fascette e nastro americano raggiungiamo la perfezione. Per questa sono state maltrattate ben 34 fascette. Poi tranciate per apportare miglioramenti. Si arriva a cena. A velocità codice ci appropinquiamo al Ristorante La Corna. Dopo una leggera cena cerchiamo un Karaoke a Tirano, ma tristi risaliamo sempre a codice all'Aprica e ci tuffiamo nel magico mondo della Carambola. Prima di andare a letto rimaniamo affascinati da canali del satellite dove il leit motif era una continua sfida di braccio di ferro tra delle ragazze ampiamente svestite e un Jumbojet.
Ore 7:30. La sveglia suona. Veloce colazione con tè e biscotti e poi via. Non prima di un paio di veloci riunioni. C'è fresco. Due magliette e via. Carichi. e alla terza pedalata già affaticati. Direzione ritrovo con il nostro istruttore. Mentre scaldiamo i possenti quadricipiti femorali ci ripromettiamo di ammettere le nostre incapacità. Ma poichè l'astuzia manzica, non manca, i tre coniano parole d'ordine per simulare problemi, imprevisti o altro con l'intento di rallentare il gruppo e non fare troppa figura scandalosa. Casco cross, protezioni agli avambracci e gomiti e ginocchiere e stinchi. In versione Robocop si parte. E subito l'istruttore mostra che fischiettando va a bomba sul piano e su salite abbastanza faticose. Siamo partiti da circa 3 minuti e vorremmo già abbandonare. Ci facciamo coraggio. La salita a tratti diventa davvero affaticante. L'ultimo tratto è disumano. Chi a piedi, senza dare troppo nell'occhio, chi con sforzi sovraumani raggiungiamo la cabinovia. Ci mostrimo subito impacciati nel passare i tornelli con le bici e l'addeto quasi depresso per la nostra immobilità si applica e fa tutto lui. Si chiudono le porte della cabinovia. Nel silenzio della propria cabina ogni manzo, con incastrata dinnanzi a lui la sua biciletta, sa che dovrà pedalare più dell'altro manzo. Non importa quale manzo tu sia. Ma saprai automaticamente che era più comodo stare sul divano a cazzeggiare. La temperatura è davvero fresca. Alle 8.30 ci sono circa 15°. Un lontano ricordo l'afosa pianura. Si scende dalla cabinovia.
L'istruttore ci dichiara di non avere problemi nel fermarsi se sfiancati dallo sforzo e si ferma a mingere, mentre noi si parte. Pezzo in salita da oltre un km. I rapporti seppur corti non sembrano esserlo abbastanza. Con sforzo prorompente il Presidente parte e tira il gruppo. E come sempre accade in salita si pensa tra sè e sè :" A vederla da fermi sta salita non pensavo tirasse così tanto!...Che idea di m....a !". Gli spiriti sono bollenti ma la fatica sfianca. Come fosse a bordo di una bici a motore Marco (l'istruttore) ci passa fischiettando, fa due numeri e si ferma a bere in una fontanella. Come un segugio il Presidente arriva un attimo dopo tentando una tecnica di apnea per dissimulare il tremendo fiatone dopo la salita. Pochi secondi dopo compare dall'ultima curva Mack. Mentre più attardato il Brianza che pare abbia ceduto alla voglia di passeggio con bici in mano per alcuni metri. Ora inizia la discesa.
Si parte. Mack segue Marco. Brianza segue Mack ma procedendo un pò più piano, anche per via della poca confidenza con il mezzo meccanico. Il presidente parte per ultimo ma ben presto ha smania di risalire in vetta. Sorpassa Brianza e si avvicina furiosamente a Mack. Lo passa in esterna e poi uno scolo dell'acqua troppo profondo lo tradisce. Il volo è spettacolare. Ma non c'è tempo da perdere. Un paio di piccoli graffi e poi si riparte. Si arriva alle piste del Palabione. Qui gli scoli sono ampi e c'è da saltare. La discesa è molto ripida. L'ordine di partenza è sempre il solito. Il presidente parte qualche decina di secondi dopo, ma ben presto è a ridosso del Brianza. Non perchè quest'ultimo vada piano. Anzi. Il presidente infatti si avvicina pericolosamente portandosi appresso un puzzo evidente di freni bruciati. La potenza frenante ormai è quasi nulla. I freni sono surriscaldatissimi. Qui si è assaliti dal dilemma. Tentare di rallentare tirando tutto ma con poco risultato o lasciare i freni per farli raffreddare ma raggiungendo velocità esagerate sullo sterrato. Alla fine un misto delle due ha prodotto un risultato soddisfacente. L'istruttore risoprannominato "Minzione Impossibile" si allontana per altro irrigamento. Si riparte discesa in collegamento Baradello. Qui la discesa è difficile. I sassi davvero grossi e gli scoli enormi impediscono di tirare e obbligano ad attenzione e impegno fisico. Tutto scorre diceva Eraclito. E anche qui tra ghiaia sassi, fango e erba tutto scorre sotto le nostre ruote. Le Bratte. Qui la strada a tratti è un tortuoso percorso in cemento e le velocità si fanno interessanti. Poi tutta strada stretta e sterrata nel bosco con punte velocistiche intorno ai 40km/h, saltini e fiumiciattoli. Finisce lo sterrato e si ritorna al punto di partenza. Lunga salita in asfalto. Circa 1h e 5 minuti di divertimento in 14,36 km di sterrato, cemento e asfalto. E la sicurezza che nel pomeriggio si rifarà. Ora una meritata colazione. Poi moto2 e pranzo. Si riparte nel pomeriggio per altro giro.
Il presidente spinge in salita come un dannato. Anche se un piccolo dolore al polpaccio si avverte. Pausa alla fontanella. Qui si decide di salire ancor più in alto. Qui la tanto desiderata discesa tarda ad arrivare e quando arriva è tecninca e difficile. Le pendenze sono davvero esagerate. Le gomme lottano per mantenere un minimo di tenuta. Le pastiglie affaticate mordono con fatica dischi roventi. Mack e Brianza preferiscono proseguire un pezzo di discesa a piedi, ovviamente sbeffeggiati dal presidente. Il secondo inizia a lamentarsi come un bambino di due anni per la strada intrapresa. Piccola pausa e si scende tra le lamentele ululanti del BimboBrianza. si ritorna sulla strada della mattina e si scorre spediti verso le bratte. Qui in un piccolo pezzo il president sfrutta la terza corona e raggiunge la punta velocistica di 51,45km/h. Vuole battere il record della mattina di 56,25km/h. Ma è tutto rimandato a dopo. Tra le curve nei boschi ecco l'imprevisto. In pochi secondi due sbandamenti e il posteriore del presidente alza bandiera bianca. Brianza gode per la foratura presidenziale, poichè la ritiene punizione divina per aver cambiato strada. Mack e Brianza scendono veloci direzione casa per poi prendere la macchina e recuperare l'appiedato. Intanto il presidente cammina triste con gomma floscia. Nell'attesa del recupero presto trovato il danno. Camera d'aria pinzata su due lati. Rientro a casa doccia e poi ritorno nella calda pianura padana. E tanta voglia di un altro giro in folto gruppo!
Ciko
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